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Il Nipote di Rameau di Denis Diderot


Vorrei imparare a guardare il mondo attraverso gli occhi disincantati del Nipote di Rameau* così come li ha dipinti la penna geniale di Denis Diderot. Non temo di intossicarmi l’animo con la sua viltà come credeva l’Hegel della Fenomenologia dello spirito quando ne fece una figura contraddittoria dello spirito. Coscienza vile, sempre pronta a ribellarsi, ma soprattutto ad adulare il prossimo pur di avere un desco e un giaciglio dove far riposare le sue stanche ossa e malandate.
Adulatore nato, ma sincero, che non nasconde la sua invidia e la sua mediocrità, che gode quando viene a conoscenza di qualche episodio della vita privata dei grandi uomini che li diminuisce nel loro prestigio. Lo aiuta a meglio sopportare la sua bassezza. Qui sta la grandezza del personaggio di Diderot.
Vorrei guardare attraverso gli occhi del Nipote di Rameau per vedere quanti ignoranti, stupidi, pazzi, impertinenti, scansafatiche, furfanti, scrocconi e crapuloni, s’aggirano per il pianeta. Gli ignoranti che sembrano saggi, gli stupidi scambiati per persone intelligenti, i pazzi per savi, gli impertinenti per persone garbate, gli scansafatiche per persone indefesse, i furfanti per persone oneste, gli scrocconi e crapuloni per persone morigerate.
Lasciate, dunque, che reciti anch’io la mia parte di buffone – “Non v’è miglior ruolo presso i grandi che quello di gran buffone”, dice Rameau – poiché la menzogna ai popoli è meno nociva della verità. Chi è savio non dice mai la verità. La verità è una prerogativa dei buffoni. Ma sulla loro bocca la verità viene scambiata per un motto di spirito, un lazzo partorito dalla mente bacata del buffone. Per fortuna, aggiungo, perché la verità ammazza le coscienze, e i buffoni non amano uccidere, tutt’al più amano divertire il prossimo, rallegrarlo con le loro amenità o con le loro innocue battute di spirito. La menzogna invece uccide le vite delle persone, ecco perché solo i savi possono dire menzogne alla moltitudine, quei savi che si incontrano nelle redazioni dei giornali, nelle corti dei potenti, che si vestono di consigliere del principe per suggerire la menzogna più suggestiva e più accattivante. Ai buffoni basta poco, un desco e un giaciglio, vivere in modo bizzarro e stravagante. Le cose serie, il governo delle moltitudini, le lascia fare ai savi, alle persone a(c)corte.

*Le Neveu de Rameau è una delle opere di Diderot pubblicata postuma. Jean-François Rameau, nipote del famoso musicista francese, era un personaggio reale. Diderot è riuscito a farne un personaggio picaresco. Molti tratti del nipote di Rameau somigliano a quelli dell’Abate Galiani, grande amico di Diderot, conversatore brillante, i cui racconti erano accompagnati da una fitta gesticolazione fortemente mimetica.

Pubblicato il 23/2/2012 alle 11.56 nella rubrica Un libro al mese.

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